I francesi tornano a Capri nei fumetti di Fabrizio Fiorentino

Da Redazione

Massimo Cerrotta

 

I francesi tornano a Capri nei fumetti di Fabrizio Fiorentino

Il Capri Comics 2018 ha portato sull’isola due grandi nomi del fumetto italiano, apprezzatissimi anche all’estero: lo sceneggiatore Ennio Ecuba e il disegnatore Fabrizio Fiorentino, già collaboratori di importanti realtà editoriali come Disney, Marvel e DC. Nel corso della tre giorni dedicata all’evento, autori e pubblico hanno avuto modo di analizzare e discutere “Napoleone – Ascesa e Caduta”, denso compendium a fumetti sulla vita del condottiero e imperatore francese. Un’opera, questa, nella quale Capri ottiene anche un posto d’onore: in una delle sue tavole, infatti, si fa riferimento alla presa dell’isola da parte dell’esercito napoleonico, ad oggi una delle più magistrali operazioni militari di tutti i tempi. Disegnata dallo stesso Fabrizio Fiorentino e sceneggiata dallo scrittore Noël Simsolo, coadiuvato dalla consulenza storica di Jean Tulard, celebre studioso di Bonaparte e del bonapartismo, questa biografia a fumetti è stata pubblicata dalla casa francese Glénat in tre volumi, usciti tra il 2014 e il 2016 e poi editi in Italia nella collana “Historica” della Mondadori Comics. 

I disegni di Fiorentino, arricchiti dai colori di Alessia Nocera, ricostruiscono in maniera a dir poco impeccabile gli usi e i costumi dell’epoca napoleonica, e ne seguono con fare documentaristico e senso pittorico le campagne sanguinose, le tensioni sociali, lo sfarzo, la miseria, i trionfi e le cadute. Il lettore viene catapultato, con dovizia di luoghi e date e citazioni, indietro nel tempo, in un’epoca incerta ed incastrata tra la razionalità del 700, i disordini successivi alla Rivoluzione Francese, e la futura restaurazione dell’800. Ed è proprio in questo crocevia che si inserisce l’ambizioso Capitano Bonaparte, modellato da un’infanzia felice in Corsica e da una difficile adolescenza in Francia, dove faticò inizialmente ad inserirsi. I colleghi dell’Accademia Militare lo consideravano infatti uno straniero e lo deridevano per il suo cattivo francese, ma lui non si lasciò intimorire: grazie alle sue innate capacità scalò ben presto la gerarchia militare, diventando così uno dei i più giovani e promettenti ufficiali dell’esercito francese. I tumulti della Rivoluzione Francese lo convinsero che la barbarie potesse essere tenuta a bada soltanto dalla legge e da un governo forte, due forze salvifiche di cui lui volle diventare l’incarnazione suprema. Ed infatti, nella primissima pagina del primo tomo, ambientata alla vigilia della battaglia di Tolone, Napoleone rivela ad un sottoposto il cardine della propria filosofia: “L’essenziale è vincere”. Non importa quante vite gli sarà necessario sacrificare all’altare della vittoria, il petit caporal perseguirà sempre questa convinzione. Esaltazione dell’etica militare? O forse mero sprezzo per la vita umana? Per dirla con Manzoni, “ai posteri l’ardua sentenza”. Che siano però “posteri” ancora più “posteri”, perchè noi non siamo ancora in grado di pronunciarci. E forse, il fascino imperituro di Napoleone sta proprio in questo: nella difficoltà di inquadrarlo e definirlo in tutto e per tutto. 

Come tanti altri (anti?)eroi, prima e dopo di lui, Napoleone soccombette infine alla propria ambizione. Eppure, il suo fascino attraverserà la filosofia, la pittura, la musica, la letteratura, il cinema: centinaia di opere sono state realizzate su di lui, sulle sue imprese, sulle sue motivazioni, sulle sue contraddizioni. A più di 200 anni dalla sua solitaria morte a Sant’Elena, Napoleone ci parla ancora, non in ultimo attraverso questa pungente opera a fumetti di Simsolo, Fiorentino e Tulard; ci parla così tanto che si potrebbe quasi dire che il suo trionfo comunicativo si avvicini molto a pareggiare la sua disfatta militare a Waterloo.