Capri, abusi e depistaggi ora gli appalti nel mirino

Leandro Del Gaudio – Il Mattino.  Erano a pranzo assieme, lo scorso 11 giugno, in un ristorante di Capri (con altre persone). Qualche giorno dopo, il 29 giugno, sono stati fotografati all’ interno di un bar dell’ isola azzurra «mentre discutevano furtivamente», secondo quanto emerge da una informativa dei carabinieri. Un appostamento rigorosamente sotto traccia, che inquadra due dei protagonisti dell’ inchiesta su abusi edilizi e ipotesi di depistaggio a Capri: parliamo del dirigente dell’ ufficio tecnico del comune, l’ architetto Massimo Stroscio, da due giorni agli arresti domiciliari per un’ ipotesi di depistaggio, per aver ostacolato le indagini su un abuso edilizio in una villa di via Cercola; e dell’ imprenditore Biagio Gargiulo, titolare della ditta impegnata nel ripristino dello stato dei luoghi nella villa «incriminata», da due giorni raggiunto da un divieto di dimora nel comune di Capri. È su questo rapporto tra il superdirigente e l’ imprenditore edile che fanno leva le indagini dei carabinieri, agli ordini del capitano Marco La Rovere, in uno scenario investigativo decisamente più ampio. Si parte dal presunto depistaggio messo in atto dal dirigente in un ripristino dello stato dei luoghi all’ interno della villa di via Cercola, per poi mettere a fuoco rapporti tra pubblico e privato.
LE GARE Ed è lo stesso gip Claudio Marcopido ad inserire nella misura cautelare firmata due giorni fa un riferimento esplicito ai lavori pubblici, come punto di contatto tra Stroscio e Gargiulo: «Tra l’ architetto Massimo Stroscio e Biagio Gargiulo intercorrono pregressi rapporti, sia amicali che professionali. Il Gargiulo, inoltre, da molti anni opera anche nel settore dell’ edilizia privata caprese».
Altro punto da esplorare sono gli incarichi ricevuti da Gargiulo da parte del comune caprese (sia quelli a trattativa diretta, sia quelli con una gara d’ appalto), una sfera di attività che verrà passata al setaccio, anche per sgomberare il campo da sospetti ed equivoci. Ma torniamo al caso di via Cercola. Indagine condotta dal pm Carolina De Pasquale, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, ora la parola passa agli indagati. Difeso dal penalista Bruno Von Arx, Silverio Paone, proprietario della villa, è atteso domani dal gip per l’ interrogatorio di garanzia. Stando a quanto trapelato finora, c’ è volontà da parte di Paone di chiarire la propria posizione, anche alla luce della scarsa attenzione che avrebbe riposto nei confronti di lavori effettuati in una villa da lui visitata saltuariamente.
LA TESI Pronto a respingere le accuse che lo tengono ai domiciliari anche lo stesso dirigente Stroscio, che non ci sta a passare per un depistatore. Difeso dall’ avvocato Mario Del Savio, Stroscio rivendica la correttezza della propria condotta, quando – era il 23 marzo scorso – si era limitato a fare una verifica nella villa per attestare il ripristino dello stato dei luoghi, per rimuovere gli abusi. Se tre mesi dopo la mia verifica – è la sintesi della posizione di Stroscio – l’ intera cava non è stata riempita, non può dipendere dall’ ufficio tecnico del comune. Insomma, versioni discordanti che ora toccherà a un giudice prendere in considerazione in vista di un probabile processo, mentre – in uno scenario più ampio – i riflettori sono puntati su incarichi e lavori sotto soglia assegnati in questi anni.