Chalet abusivo vicino al parco donato dagli svedesi. La casetta di legno installata nei boschi della Migliera

Anna Maria Boniello – Anacapri. Chalet abusivo nel verde della Migliera ad Anacapri. Ieri mattina a far scattare i sigilli all’ abitazione sono stati i carabinieri di Anacapri con i tecnici del Comune. I militari, in seguito a una serie di segnalazioni hanno ispezionato la zona che ha portato alla scoperta della casetta in legno, posta sotto sequestro. Si trattava di una vera e propria casa dall’ ampiezza di circa 70 mq, che probabilmente era stata realizzata da ditte specializzate in questo tipo di abitazioni. Lo chalet era stato installato lungo lo stretto e fascinoso viale dove si trova uno dei più caratteristici locali isolani, il ristorante «Gelsomina alla Migliera». Location privilegiata dello star system e che ha avuto tra la sua esclusiva clientela anche un’ icona del cinema mondiale come Brad Pitt.
Nella stessa area a pochi metri dalla casa in legno si trova il Parco Filosofico. Un’ area immensa di verde che arriva sino al belvedere della Migliera, costellata da scritte e massime dei grandi filosofi classici e dell’ era contemporanea.
I PERMESSI Il parco Filosofico è stato donato al Comune di Anacapri da una coppia di svedesi: lo studioso Gunnar Adler-Karlsson e la moglie Marianne. Una località quasi sacra che non può subire oltraggi ambientali, anche perché ricade in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale. La casetta posta sotto sequestro era stata installata senza ottenere nessun permesso dagli uffici competenti comunali.
Dopo aver sequestrato l’ opera abusiva è scattata la denuncia nei confronti dei proprietari una coppia del posto di 37 e 41 anni, e due operai di 60 e 47 anni che stavano effettuando lavori alla struttura. L’ operazione anti-abusivismo che viene portata avanti dalla Procura della Repubblica di Napoli e dai carabinieri di Capri e Anacapri, è stata estesa ormai a tutta l’ isola. Infatti sempre nell’ ambito dei controlli del territorio effettuati questo inverno sempre ad Anacapri, i militari scoprirono che a poca distanza dalla Grotta Azzurra in località Linaro era stato costruito un fabbricato di circa 30 mq. Quest’ ultimo era stato realizzato senza permesso e sempre in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali. Anche in quel caso al termine dell’ operazione vennero denunciati a piede libero i proprietari committenti e gli operai che avevano realizzato l’ opera. Ma l’ ultimo e più clamoroso sequestro è stato quello che ha visto in azione la Guardia di Finanza e i marinai della Capitaneria lo scorso mese di giugno hanno sequestrato un intero lido balneare e denunciate ben diciassette persone. Tra questi il proprietario del Lido Nettuno, il direttore dei lavori, i dirigenti e i funzionari dell’ ufficio Tecnico del Comune di Anacapri, i componenti della commissione locale del paesaggio e della commissione edilizia. Le fiamme gialle misero in esecuzione un ordinanza del Gip Federica De Bellis, mentre il sequestro preventivo era stato chiesto dal pm Francesca De Renzis della sezione urbanistica della Procura di Napoli. I due magistrati disposero il sequestro della struttura, per una serie di irregolarità riscontrate sull’ immobile che occupa un’ area di circa 4mila metri quadrati, ubicata proprio a ridosso della Grotta Azzurra. Dopo pochi giorni dal sequestro la Procura ordinò anche lo sgombero di persone e cose dal maestoso complesso immobiliare, che ancora oggi si trova sotto sequestro.