Sequestrato il Nettuno «Permessi illegittimi». Bufera sul Comune di Anacapri e sulla Soprintendenza: 17 indagati

ANACAPRI Anna Maria Boniello – L’ isola di Capri sotto tutela dalla Procura della Repubblica di Napoli attraverso le indagini avviate dalla Quinta sezione urbanistica per reati ambientali presieduta dall’ aggiunto Nunzio Fragliasso, che continua a tenere impegnate tutte le forze dell’ ordine presenti sul territorio, carabinieri, Guardia di Finanza e ieri addirittura la Guardia costiera. I sigilli questa volta sono stati apposti su un complesso balneare molto noto e frequentato, il Nettuno, che si affaccia sulla Grotta Azzurra. Sono partiti da Marina Grande nelle prime ore del mattino, ieri, i finanzieri della tenenza di Capri e i marinai in servizio presso l’ ufficio circondariale marittimo della Guardia Costiera, per dare esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo chiesto dal pm Francesca De Renzis della sezione urbanistica e firmata dal gip Federica De Bellis. Sigilli dunque al Nettuno, struttura che occupa un’ area di circa quattromila metri quadrati, che si caratterizza per le sue varie terrazze degradanti su un fronte di costa di circa trenta metri, e avvisi di garanzia a 17 persone: oltre al proprietario del lido il direttore dei lavori, i dirigenti e funzionari dell’ ufficio tecnico del Comune di Anacapri, i componenti della commissione locale per il paesaggio e della commissione edilizia di Anacapri. nonché funzionari e tecnici della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici ed artistici di Napoli e provincia.

VINCOLI A far scattare l’ indagine è stata Italia Nostra che già nel 2015 aveva denunciato lavori di ristrutturazione sospetti in una zona archeologica di grosso impatto ambientale a Villa Gradola, una delle ville imperiali di Tiberio che affaccia sulla Grotta Azzurra, ossia il Ninfeo dell’ imperatore. Secondo gli inquirenti, che hanno accusato gli indagati a vario titolo e in concorso tra loro per abuso d’ ufficio, falsità ideologica, violazione delle norme urbanistiche e violazione delle norme sulla navigazione, all’ interno dello stabilimento sono stati effettuati lavori di ristrutturazione e riqualificazione basati su permessi a costruire e autorizzazioni paesaggistiche rilasciati illegittimamente: ci sarebbe stata un’ occupazione di area demaniale per la discesa a mare in violazione della normativa urbanistica e paesaggistica ambientale, visto che la zona in cui è ubicato il complesso turistico è sottoposta a vincoli e tutela ed è dichiarata di notevole interesse pubblico. Una lunga e articolata indagine avrebbbe accertato che le opere realizzate nel corso dei lavori hanno trasformato la struttura balneare in un vero e proprio complesso residenziale di tipo alberghiero.
Da qui i sigilli e il termine di sette giorni al proprietario di effettuare lo sgombero di persone e cose dalla struttura immobiliare.
DESIGN L’ originario progetto di ristrutturazione e restauro portava la prestigiosa firma degli studi di design Pininfarina. Il proprietario dello straordinario complesso, Raffaele Perrella, importante imprenditore napoletano, è apparso stupito dall’ intervento delle Fiamme Gialle: «Ci siamo sempre avvalsi – ha detto – della consulenza di professionisti dalla massima serietà e di importanti nomi a livello internazionale del mondo del design. Abbiamo sempre chiesto a voce, e anche per iscritto, di venire a controllare l’ opera che stavamo realizzando. E i controlli si sono susseguiti ripetutamente in questi anni dal 2015, da parte di molti settori dello Stato. Spero che chi di doveri indaghi e definisca quanto prima la nostra posizione». Plauso per l’ operazione è arrivata, invece, dal presidente di Italia Nostra Napoli, Guido Donatone, che aveva dato il via alla battaglia. «Il paesaggio è tutelato dalla nostra Costituzione attacca l’ ambientalista partenopeo e a Capri è un bene primario intoccabile. Il corso della giustizia è lento ma il disprezzo della legge viene inesorabilmente punito. Italia Nostra di Napoli denunciò il caso già nel 2014, uno scempio a pochi passi dalla Grotta Azzurra e visibile dal mare da tanti turisti, meno dai residenti. Ora conclude attendiamo l’ esito delle indagini dei carabinieri di Capri che riguardano gli abusi a Villa Settanni, anch’ essa ubicata in una zona di grandissimo pregio, a ridosso dei Faraglioni e che è stata la dimora dello scrittore e traduttore di Joyce».
Ma sono tanti gli appartamenti e le ville panoramiche al centro di lavori che per la Procura sono irregolari: l’ ultimo caso pochi giorni fa, quando è stata sequestrata parte di una villa a via Krupp. Sereno il sindaco di Anacapri Franco Cerrotta che ha dichiarato di essere certo che l’ operato dell’ ufficio tecnico e dei componenti delle commissioni sia stato legittimo e trasparente e attende fiducioso l’ esito della magistratura che farà chiarezza sull’ intera vicenda.