Capri-Anacapri, il metrò costerà 100 milioni. I sindaci: fermerà il caos. Ma i dubbi restano

Anna Maria Boniello – Si chiamerà Capri Metro la nascente funicolare che dovrà collegare Marina Grande con Anacapri. Il nome lo ha scelto il professor Ennio Cascetta, l’ ex assessore regionale ai trasporti e oggi presidente della Metropolitana di Napoli Spa, a margine del convegno organizzato dalle due amministrazioni comunali isolane per presentare il progetto derivante dallo studio di fattibilità per una nuova subway, una funicolare in galleria che partendo da una nuova stazione, nell’ area del Fortino di Marina Grande, dovrebbe effettuare una fermata a Piazzale Europa a Capri per poi raggiungere, sempre in galleria, il centro urbano di Anacapri verso Piazza Cerio. Per presentare l’ iniziativa, accolta con non poche perplessità dagli ambientalisti ma anche da esperti di urbanistica, il sindaco di Anacapri ha riunito amministratori comunali e rappresentanti dei commercianti e degli albergatori. A coordinare il dibattito Ernesto Mazzetti, professore ordinario di Geografia Politica ed Economica, e Marino de Luca, ingegnere ed esperto di pianificazione dei trasporti.
Cerrotta ha ricordato che negli anni Settanta gli amministratori inserirono nel piano regolatore, per decongestionare i flussi turistici in arrivo, l’ ipotesi di una funicolare aerea per collegare Anacapri con il porto. Una necessità adesso inderogabile: per convincere gli scettici il sindaco ha citato il futurista Marinetti, che parlando negli anni Venti della già esistente funicolare esclamò: «Siamo diversi dai nostri avi, siamo più veloci, più vivi, più capaci, più potenti». Sulla stessa linea il sindaco di Capri Gianni De Martino, il cui Comune è partner nella realizzazione della nuova funicolare: «Cosa sarebbe stata Capri – ha detto – senza la funicolare di Marina Grande? E Monte Solaro ad Anacapri senza la seggiovia? Occorre avere lungimiranza e capire che la mobilità sull’ isola non può reggersi più sull’ unica arteria stradale attualmente esistente».
Il bando di gara per lo studio di fattibilità è stato aggiudicato alla Sintagma. Così è toccato all’ ingegnere Tito Berti Nulli, esperto di progettazione di impianti della società, illustrare il tracciato e le tecnologie innovative che si utilizzeranno. E sempre per la Sintagma il professor Sebastiano Pellizza del Politecnico di Torino ha parlato del grande lavoro realizzato per cancellare ogni dubbio sulla sicurezza del traforo in considerazione della morfologia geologica del territorio di Capri.
Dubbi sono stati sollevati sull’ aspetto economico e sulla titolarità di chi andrà a gestire in un prossimo futuro la struttura.
Il costo complessivo dell’ opera è di 100 milioni di euro, e a due milioni e seicentomila euro ammonterebbero i costi di gestione annuali, costi non certo sostenibili dalle sole amministrazioni comunali.