La seconda funicolare spacca l’ isola: «Più cautela»

Anna Maria Boniello – Capri. La futura funicolare Capri-Anacapri divide in due l’ isola azzurra. I rappresentanti delle associazioni culturali, ambientalistiche e imprenditoriali locali ieri hanno inviato una lettera congiunta ai due sindaci isolani dichiarando il loro no al progetto di un collegamento sotterraneo che colleghi Marina Grande con Anacapri. Le associazioni capresi Legambiente, Capri Exellence, Ascom Capri-Confcommercio e Chi…ama Capri hanno chiesto la sospensione dell’ approvazione dell’ ordine del giorno, deliberato nella seduta del consiglio comunale di Capri del 4 aprile, in cui viene approvato lo studio di fattibilità del progetto. I presidenti delle associazioni dichiarano infatti la necessità di un «approfondimento preventivo e scevro da pregiudizi su di un progetto che, se realizzato, andrebbe a determinare e condizionare l’ intero sviluppo futuro dell’ economia e della società isolana».
I presidenti firmatari della lettera inviata ai Comuni, Nabili Pulita di Legambiente, Riccardo Esposito di Capri Exellence, Beppe Massa di Ascom Capri-Confcommercio e Ciro Lembo di Chi…ama Capri evidenziano «il loro allarme rispetto a un’ inopportuna e ingiustificabile velocità – specie da parte dell’ amministrazione di Capri – con cui sono state adottate decisioni di tale importanza, che interessano direttamente il territorio e l’ economia di entrambi i Comuni, senza aver prima analizzato una serie di fattori economici, sociali e territoriali». Scrivono inoltre i rappresentanti delle associazioni: «Si rischia di accendere aspettative e interessi economici enormi, in considerazione anche degli alti costi di realizzazione e gestione dell’ opera, che finirebbero, attraverso la realizzazione dell’ opera stessa, per stravolgere e vanificare ogni tentativo di programmazione turistica o governo del nostro territorio e della nostra economia».
A margine della nota inviata ai sindaci, il presidente di Chi ama Capri, l’ ex sindaco Ciro Lembo, ha annunciato che si sta costituendo anche a Capri un comitato «Grazie no Tav», con una raccolta di firme per indire un referendum, se non sarà revocata la delibera del Consiglio Comunale di Capri, approvata il 4 aprile a maggioranza.