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ITINERARI CAPRESI
Suggeriti da Capri Press Magazine
di Mike Mignogna
La terra delle sirene 
Questo intinerario ripercorre luoghi che ricordano più degli altri il rapporto millenario dell'isola con la storia ed il mito e con le pagine pi&eugrave; affascinanti della letteratura “caprese” quali quelle di Norman Douglas.
Si percorre la parte orientale dell'isola, dove, attraverso sentieri antichi, si avverte più che in ogni altro posto il sottile richiamo della Terra delle Sirene.
Dalla piazzetta si passa sotto l'arco di via Longano e si prosegue per via Sopramonte. Al quadrivio della Croce si prosegue diritto in direzione di Matermania e dell'Arco naturale. Al bivio dove si trova una piccola cappella con una Madonna si prende a destra per via Dentecala.
Tale via termina con un belvedere a picco sulla Cala della Grotta Bianca e del Piccolo Faraglione di Matermania, uno degli scorci più belli dell'isola con il panorama che abbraccia tutta la costa da Napoli, alla Penisola Sorrentina, agli isolotti dei Galli, fino, verso sud-est a Punta Licosa ed alla Calabria.
Sulla destra, un piccolo terrazzo, si apre sulla sottostante Cala del Fico.
Tornando indietro, dopo pochi metri sulla sinistra, una scalinata porta ad altri due belvedere: il primo, con una comoda panca in pietra, ed il secondo, dopo una breve discesa, consentono ulteriori scorci affascinanti e vertiginosi delle cale descritte e di Villa Malaparte.
Poco prima dell'ultimo belvedere, inizia un sentiero, da poco restaurato e comodamente percorribile, che attraverso percorsi molto antichi con scale intagliate nella roccia e tra muri a secco immersi nella vegetazione mediterranea, consente di raggiunge il “Pizzo Lungo” in prossimit della “Casa Solitaria”, costruita nel 1913 da Edwin Cerio.
Vi soggiornarono negli anni venti del novecento, Ada Negri, Compton e Faith Mackenzie e la pianista Renata Borgatti. Il cancello della villa descritto nella poesia di Ada Negri “La Casa Solitaria” nei “Canti dellIsola”.
Da qui sulla destra si continua verso via Tragara e si ritorna verso il centro del paese; sulla sinistra, in circa 30 minuti di cammino con lunghi tratti di scale in salita, si arriva all'Arco naturale.
Per le antiche fonti verso Marina Grande
Questo intinerario consente di ripercorrere alcune tra le più antiche vie di Capri: via Acquaviva, le scale di S. Francesco, via Veruotto e via Marucella. Tali vie di comunicazione tra Capri e Marina Grande sono state sfruttate fin dall'antichità perché ricche di fonti d'acqua sorgiva.
L'attuale bellezza della zona consiste negli scorci che si aprono ad ogni angolo con le case capresi ricche di pergole e giardini coltivati e dai contrasti tra la vegetazione mediterranea ed il mare che sullo sfondo accompagnano il viandante.
Via Acquaviva può essere imboccata dalla Piazzetta imboccando l'antica porta di ingresso dell'abitato che si trova tra il Piccolo Bar ed il Bar Caso; sulla destra, subito dopo l'arco, le scale di S. Francesco permettono di raggiungere il porto turistico in pochi minuti con un percorso confortevole e panoramico sul mare e sull'abitato di Capri.
Via Marucella può essere imboccata prendendo il viottolo che accanto l'ufficio postale in via Roma scende verso la provinciale per Marina Grande che incrocia dopo un breve tratto: si attraversa la strada e si imbocca appunto via Marucella, dove fin dall'antichità sgorga una fonte perenne di acqua dolce tuttora visibile; più avanti, prendendo a destra e proseguendo per via Corigliano arriva di nuovo sulla provinciale.
Si proseguirà lungo la carrozzabile superando villa Torricella che a cavallo tra 800 ed il 900 era casa delle “sorelle” Wolcott-Perry arrivando infine a Marina Grande.
Via Veruotto è raggiungibile imboccando in località “Due golfi” la carrozzabile per Marina Grande e svoltando per “Traversa provinciale Marina Grande”.
Dopo un breve tratto, oltre un nuovo incrocio con la carrozzabile, inizia via Veruotto. A circa metà del percorso la strada si fonde con via Marucella e, proseguendo, si arriva su via “Scala Fenicia” e di nuovo sulla carrozzabile per Marina Grande.
Tuoro e Camerelle
Dalla Piazzetta si imbocca l'arco che introduce in via “Le botteghe” e si continua con via Fuorlovado che termina con una ripida salita e prendendo sulla sinistra, si prosegue per via Padre Reginaldo Giuliani, arrivando in prossimità della Chiesa Protestante.
Svoltando sulla destra si imbocca via Camerelle una delle strade più rinomate al mondo con la sua cornice scintillante di vetrine prestigiose. Nel periodo descritto era un viottolo di campagna sul quale si aprivano i resti di quaranta camere derivate da antiche cisterne romane denominate appunto “Camerelle”.
Una delle prime ad essere sfruttata come abitazione ed a tal scopo ristrutturata è l'attuale villa Pompeiana che si incontra a circa met della strada e che non ha subito grosse modifiche esterne da quando fu costruita nel 1879 dal tedesco Kottgen (uno dei fondatori del cimitero acattolico) e ridipinta da Augusto Lovatti nel 1888.
All'inizio del percorso si incontra sulla destra villa Camerelle, prima dimora caprese del pittore Karl Wilhelm Diefenbach e subito dopo villa Jenny, casa costruita nel 1902 da Giorgio Cerio Se invece alla fine di via Padre Reginaldo Giuliani si prosegue diritto si imbocca via Cercola che a sua volta, sempre tenendo la desta, si continuerà con via Tuoro.
La strada taglia a met la collina di Tuoro e snodandosi tra terreni e ville consente di ammirare magnifici scorci del centro di Capri e del versante della “Piccola marina”.
Sulla via a circa metà percorso si incontrerà il cancello di villa Tuoro casa del regista Kenneth Macpherson nella quale visse per lunghi anni Norman Douglas fino alla sua morte nel febbraio del 1952.
Il silenzio e la tranquillità del luogo contribuiscono ad esaltarne il fascino e dopo una breve passeggiata si arriverà al belvedere: è forse una degli scorci più belli dell'isola con lo sguardo che può abbracciare i faraglioni e tutta la costa sud dell'isola con una insolita prospettiva.
Le dimore storiche di Tragara
Dalla fine di via Camerelle si diparte una delle strade più affascinanti di Capri e, quindi, del mondo: via Tragara. Tale passeggiata permette di ammirare una concentrazione unica di dimore storiche immerse in una natura straordinariamente coinvolgente.
All'inizio della via si trova villa Discopoli che tra il 1906 ed il 1907 ospito il poeta tedesco Rainer Maria Rilke; all'angolo tra via Tragara e via Padre Reginaldo Giuliani, villa Andreae (ora villa Capricorno) costruita dal ricco banchiere tedesco Hugo Andreae grande amico di Krupp.
Su un terrapieno, più avanti, villa Allers casa del ritrattista del Kaiser Christian Wilhelm Allers. A circa metà della via si incontra il complesso di abitazioni costruito dalla famiglia Cerio, tra le quali Lo Studio, casa di Edwin Cerio e La Casa di Arturo, la casa di Arturo Cerio dove nel 1952 soggiornò Pablo Neruda.
Proseguendo si arriva al belvedere di Tragara dove lo sguardo spazia ad abbracciare tutto il versante sud dell'isola: da qui si imbocca il viottolo che segue la costa verso levante; occorre tenere la sinistra e non scendere verso il mare ma imboccare il “Pizzo Lungo”. Superata villa Monacone, casa dove soggiornò a lungo Monika Mann figlia di Thomas Mann si arriva ad una piccola diramazione che sulla destra conduce ad un belvedere sulla baia di Tragara.
Questa baia costituiva l'antico porto romano, chiuso in maniera naturale dallo scoglio del Monacone; antiche mura del porto sono visibili sulla parte sinistra della cala e, nel caso di acqua particolarmente tersa, sommerse in vicinanza dell'attuale banchina. La leggenda narra che sulla sommità del Monacone sia sepolto Masgaba, l'architetto di Tiberio.
 
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